Efficace contro batteri resistenti ad altri antibiotici, la sostanza è stata isolata a partire da un ceppo batterico che non è possibile coltivare con le usuali tecniche di laboratorio. Poiché aggredisce la parte lipidica della parete cellulare dei batteri, e non le loro proteine, è difficile che i microganismi che contrasta riescano a sviluppare una resistenza, ed è comunque improbabile che ciò avvenga prima di diversi decenni(red)
Un antibiotico di tipo del tutto nuovo e che sembra non indurre resistenze nei batteri contro cui agisce è stato isolato da un gruppo di ricercatori della NovoBiotic Pharmaceuticals a Cambridge, in Massachusetts, in collaborazione con l'Università di Bonn e la Northeastern University. La scoperta di questa sostanza è stata possibile grazie a un'apparecchiatura, chiamata iChip, che ha permesso agli autori di coltivare batteri che non si riesce a far riprodurre in provetta con le normali tecniche di laboratorio. La notizia è stata pubblicata su "Nature".
La maggior parte degli antibiotici oggi in uso è stata scoperta all'incirca tra il 1940 e il 1960. Nel corso dei decenni molto patogeni hanno però sviluppato delle resistenze contro di essi e i tentativi di isolare nuove sostanze antibiotiche dai microrganismi sono diventati sempre meno fruttuosi. Una delle ragioni di questi insuccessi è che i ceppi batterici utilizzabili per produrre antibiotici sono molto pochi: quasi il 99 per cento di tutti i microrganismi noti è infatti refrattario alla coltivazione in provetta.
Particolarmente promettente è apparso un batterio Gram-negativo, Elephtheria terrae, che produce una sostanza, chiamata teixobactina, la cui struttura è radicalmente differente da quelle degli antibiotici attuali. Dopo averla isolata e purificata, Ling e colleghi hanno somministrato la teixobactina a topi infettati con ceppi di S. aureus e Streptococcus pneumoniae resistenti agli antibiotici, dimostrandone l'efficacia e la sicurezza nel modello murino.
Da ulteriori test è poi apparso che questi due pericolosi agenti patogeni non sembrano in grado di sviluppare la resistenza alla teixobactina. Secondo i ricercatori questa caratteristica della teixobactina sarebbe legata al fatto che aggradisce le molecole lipidiche essenziali alla sintesi della parete cellulare del batterio e non le sue proteine.
Mentre i geni che codificano proteine possono mutare abbastanza facilmente, generando strutture contro cui l'antibiotico ha minore efficacia, questi lipidi sono sintetizzati dalle cellule da precursori organici preesistenti, e questo rende molto più difficile e lento lo sviluppo delle resistenze.
Gli autori avvertono comunque che la strada per passare dall'identificazione della sostanza al suo uso clinico è ancora lunga, e che il nuovo antibiotico non è attivo contro i batteri Gram-negativi (fra i quali vi sono per esempio E. coli e le klebsielle).